Genova Ponte MorandiQuarantatré vittime, 600 sfollati, 281 unità abitative cancellate, un numero imprecisato di persone che hanno perso il posto di lavoro o rischiano di perderlo, due quartieri (Certosa e Sampierdarena) e un'intera vallata, la Valpolcevera, già in grave crisi economica e sociale; aziende e commercio in difficoltà ma anche persone, tante persone che, pur non avendo subito danni diretti, si sono ritrovate a dover ripensare il proprio quotidiano e le proprie abitudini, persone che ogni giorno si sentono dei "sopravvissuti".

È questa l’eredità immediata che il crollo del viadotto autostradale “Morandi” ha lasciato sui luoghi che attraversava e che si innesta su un tessuto cittadino già profondamente compromesso, in termini economici e sociali.

Conservarne la memoria è uno dei passi indispensabili, affinché tale eredità possa essere proficuamente investita ed essere la base su cui pensare a ricostruire non solo un ponte, ma un intero sistema-città. 

La memoria, infatti, non può essere abbandonata a se stessa: va conservata e va trasformata in qualcosa che si proietti nel futuro, che tutti possano vedere, anche quando si tornerà a una nuova normalità.

Con il progetto Mom vogliamo rendere operativo un luogo virtuale in cui documentarsi e riflettere su quanto avvenuto. Tale luogo virtuale avrà anche la funzione di costituire un attrattore di interesse e uno strumento progettuale per arrivare alla costruzione di un “luogo della memoria” vero e proprio, un luogo fisico, tangibile e visitabile da tutti coloro che vorranno ricordare.

 

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